venerdì 2 settembre 2016

Ella vive!

Questa mattina mi sono ritrovata ad arrovellarmi sul concetto di "mezzi pubblici". Il fatto è che per andare al lavoro prendo il treno, su una linea gestita da una società privata. In questo caso si può parlare di "mezzo pubblico"? "Pubblico", cioè, si riferisce all'utenza (chiunque può usare quel mezzo) o alla gestione (ente pubblico vs. privato)?

La questione mi ha tenuta (inutilmente) impegnata per parecchi minuti. Questo giusto per darvi un esempio di come "funziona" il mio cervello.

[Sì, sono ancora in circolazione. No, non ho ancora "ufficialmente" abbandonato il blog, anche se trovo ancora meno argomenti del solito su cui scrivere. Ma non mi va di chiuderlo, sia perché ci sono affezionata sia perché ci sono cose che preferisco tenere qui, e non perdere nel mare magnum di Facebook e Twitter.]

sabato 26 dicembre 2015

Post natalizio (oh come sono arguta)

A Natale, io e un'amica ci facciamo i regali su commissione. Nel senso che ognuna dice all'altra una cosa che desidera, e l'altra gliela regala.
(Se ne può dedurre che a entrambe sembra più accettabile spendere soldi per fare felici gli altri, che noi stesse. L'idiozia è uno dei tratti che abbiamo in comune.)

Quest'anno, la mia amica mi ha chiesto "un'edizione di A Christmas Carol di Dickens, con le illustrazioni ispirate al film Disney. Ne ho viste molte copie alla libreria X, un paio di giorni fa".
Armata di queste utili indicazioni mi sono dunque recata alla libreria X, dove - come immagino in tutte le librerie del mondo, in questo periodo dell'anno - proliferano edizioni di A Christmas Carol, in tutte le fogge: brossura, cartonato, rilegato, a forma di pacco dono e così via.

Appena entrata, uno dei primi libri in cui mi sono imbattuta è stato in effetti questo:


Ma dato che nulla aveva a che fare con il film Disney, ho chiesto aiuto a una gentile commessa. 
La quale mi ha guardato con gli occhi a palla e quindi con cautela, come se si stesse rivolgendo a una mentecatta, mi ha spiegato che non aveva contezza alcuna di un siffatto libro, e che forse mi avrebbe potuto aiutare l'addetto al reparto bambini.

Siccome odio dare ai librai indicazioni imprecise, ho preferito andarmene e chiedere maggiori informazioni alla mia amica. Che mi ha ribadito che il libro da lei visto in quella stessa libreria, pochi giorni or sono, e in largo numero di copie, era un cartonato, "forse in inglese, non ricordo bene" ma comunque di sicuro con le illustrazioni ispirate al film Disney.

Fatta una ricerca in Internet, che però mi ha lasciato ancor più perplessa in quanto libri con le illustrazioni Disney esistono sì, ma non sono recenti e soprattutto, come giustamente diceva la commessa, sono per bambini, il giorno dopo sono tornata in libreria.
Stavolta sono andata al reparto bambini, ma lì mi hanno detto che il libro da me cercato era fuori commercio da qualche anno. Di sicuro loro non l'avevano.

Me ne sono tornata via, di nuovo con le pive nel sacco, per scoprire solo al rientro a casa che la mia amica mi aveva mandato il link al libro da lei desiderato. Che era questo:


A questo punto si è svelato l'arcano. La mia amica, parlando di "film Disney", intendeva questo:


Io invece, oserei dire ovviamente, pensavo a questo:

giovedì 17 dicembre 2015

Come si fa a non amarlo?

[via chat]
- Amore, ho visto il doodle di Mozart... Bello!
- Non è Mozart, amore, è Beethoven.
- Sì lo so, ma non sapevo come scriverlo. Allora ho messo Mozart, tanto tu capivi lo stesso.

martedì 15 dicembre 2015

Come ho speso (letteralmente) il pomeriggio

Oggi mi sono dedicata a un'occupazione che adoro, e che purtroppo posso praticare - vuoi per questione di consuetudini, vuoi per volgaVi vincoli economici, che noia il vil denaVo, signoVa mia - soltanto in questo periodo: l'acquisto massivo di regali di Natale.

Rispetto al mio solito sono in enorme ritardo: da settimane me lo andavo ripetendo, ma non riuscivo a entrare nel giusto mood. Questo pomeriggio, invece, è stata una cavalcata trionfale: entravo in un negozio e pam! il regalo perfetto mi cascava praticamente tra le braccia.

Ligia al dovere, pur avendo adocchiato millemila cose belle e neanche eccessivamente costose, non ho comprato nulla per me, badando solo ai regali altrui. E ho fatto bene, perché sono tornata a casa carica come un ciuccio. 
(Gli acquisti per me torno a farli domani.)

Ora non riesco a decidere se lasciare i regali nelle buste dei negozi, tanto pratiche ma poco eleganti, o applicarmi e fare dei bei pacchetti. C'è il piccolo particolare che, se li faccio io, i pacchetti non saranno mai "belli"...

domenica 13 dicembre 2015

Riepilogo

Oh, dunque, vediamo di pubblicare almeno un altro post prima della fine dell'anno, l'ennesimo in cui mi riprometto di scrivere di più e poi non scrivo una beata mazza.
("Basta, da domani dieta e ginnastica!", Sì, sì, come no.)

Il fatto è che mi sembra di avere sempre meno cose da scrivere e sempre meno tempo per farlo. Ma a fine anno, un post di riepilogo ci sta tutto. E allora...

Come eloquentemente ha riassunto l'amore mio qualche giorno fa, questo è stato un anno di... Ecco, diciamo "tribolato", va', giusto per limitare un po' il turpiloquio. Tanto per cominciare, abbiamo avuto a che fare con l'Agenzia delle Entrate, con esiti tragicomici come spessissimo avviene quando abbiamo a che fare con la Pubblica Amministrazione. Gli esiti sono stati tragici soprattutto per il nostro portafoglio, ma la cosa che personalmente mi ha fatto incazzare (ecco il turpiloquio) più dell'esborso è il fatto che questo si è originato da un atto a tutti gli effetti illegittimo... Solo che non lo possiamo dimostrare legalmente. La paladina della giustizia che è in me vorrebbe prendere a ceffoni parecchia gente.

Poco prima dell'estate, sono stata graziosamente informata che, causa la congiuntura economica e la crisi dell'editoria e la mancanza di fondi e [insert supercazzola a scelta here], il mio ufficio avrebbe chiuso e io sarei stata spostata in altro reparto di cui non sapevo alcunché se non che avesse abbondantemente a che fare con la contabilità. Siccome io : matematica = PD : sinistra, mi è preso il panico mi sono un po' allarmata.

Indi un simpatico ladro è venuto a farci visita a casa, uscendo proprio mentre noi rientravamo e quasi finendomi in braccio. Qui i rimpianti sono sostanzialmente due: non avergli sferrato un calcio nei coglioni quando ne avrei avuto la possibilità (purtroppo sono sempre stata lenta di riflessi) e che si sia fregato i gioielli ereditati dalla mia mamma. Ma tanto, con tutte le maledizioni che gli ho lanciato, come minimo starà passando i 3/4 del suo tempo sul cesso.

A coronare il tutto, non ci siamo potuti far mancare un lutto in famiglia.

Eppure, sarà perché sono una persona superficiale e/o di memoria corta, devo dire che a me quest'anno non ha lasciato un'impressione tanto brutta. Se ci ripenso, infatti, mi vengono in mente solo bei ricordi: l'orticello che abbiamo messo su e che ha prodotto quantità abnormi di zucchine, le scorpacciate di fragole e le marmellate homemade che ci hanno invaso la credenza (altro che dieta), un paio di bei matrimoni, la splendida vacanza estiva e qualche altra gitarella di contorno che, alla faccia dell'Agenzia delle Entrate, da brave formichine siamo comunque riusciti a concederci.

Chiudo con un aneddoto che volevo condividervi da tanto tempo e che risale appunto all'ultima gitarella, quando - trovandoci nei dintorni di Tivoli - abbiamo pensato di fare una deviazione per visitare Villa Adriana. Io, ça va sans dire, non stavo più nella pelle e non mi ha scoraggiato neanche il fatto che, lungo il tragitto, più ci avvicinavamo al sito meno indicazioni stradali si vedevano. Alla fine, più per intuito (dell'amore mio) che grazie alla segnaletica, siamo finiti in una borgata da capolavoro del Neorealismo, che si chiama per l'appunto Villa Adriana perché sorge ai margini delle rovine romane. 

E ancora niente segnaletica! O meglio, l'unico cartello puntava contro una strada ad accesso vietato. (Seriamente, stavo meditando di lanciare un tweet all'ineffabile ministro Franceschini). Sicché ci siamo risolti a chiedere indicazioni a un autoctono.

Immaginate la scena: noi, in macchina, nel mezzo di queste tristissime palazzine di periferia, che chiediamo speranzosi: "Scusi, per Villa Adriana?"
"Ma già ce siete" - fa il tizio, guardandoci un po' stupito e allargando le braccia a meglio illustrare la cosa - "Qua è Villa Adriana."
"Grazie al cazz NO, stiamo cercando le rovine romane" replica l'amore mio.
Io intanto ho appena la forza di #facepalm.